Un modello di sviluppo per le Cultural Organic Farms

Uno dei trend emergenti in Europa riguarda la reinterpretazione di aree rurali con una definizione territoriale chiara ed omogenea, dedicate all’agricoltura biologica e al benessere.

Lo sviluppo di queste aree può essere un modo per rivitalizzare le aree rurali, fondendo agricoltura biologica, trattamenti sanitari, turismo e produzione culturale sui temi dell’ecologia, della sostenibilità, della biodiversità, dell’economia circolare, dei cambiamenti climatici.

Spesso i progetti di sviluppo delle aree rurali integrando aspetti culturali e turistici vengono iniziati da persone o gruppi organizzati che non sono mai state contadine e non appartengono al territorio interessato e avviano progetti di vario genere legati ad agricoltura, turismo sostenibile, arte e cultura, sfruttando il basso costo degli immobili e della manodopera e fonti di finanziamento pubbliche, sia locali che a livello europeo.

Non è raro che gli iniziatori di queste iniziative siano famiglie, all’interno delle quali solitamente vi sono alcune persone che hanno competenze e interesse sulla parte agricola, mentre altre si occupano principalmente degli aspetti culturali o turistici.

Queste iniziative, che uniscono agricoltura biologica, arte, cultura e benessere incarnano il sogno di molte persone che vivono nelle aree urbane, che vogliono reinventare la propria vita in un contesto rurale.

Questo sogno segue da un lato il desiderio di trovare un modo di vivere più conforme ai ritmi della natura e basato sull’ecologia, dall’altro la consapevolezza di poter sfruttare alcune opportunità che le aree rurali possono offrire, in termini di finanziamenti ma anche di spazio vuoto dove sperimentare e avviare eventi e iniziative che difficilmente potrebbero essere organizzati in contesti urbani.

Questa idea di fondo integra sotto un unico denominatore comune una doppia identità:

  1. Da un lato vi sono attori agricoli di vario genere, che vanno dalle industrie alimentari o nutraceutiche sino a cooperative agricole, coltivatori tradizionali e fattorie biologiche e biodinamiche, che si occupano a vario titolo e con diversi strumenti della produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti connotati come naturali e incentrati sulla qualità.
  2. Dall’altro lato, coesistono in parallelo altre strutture, diverse per tipologia e indole, dedite a fornire servizi relativi al benessere, quali SPA, trattamenti e residenze, servizi turistici e ricettivi, oppure ad organizzare e ospitare eventi culturali come conferenze, festival, residenze d’arte, incontri culturali.

La coesistenza e l’integrazione di queste due anime è un punto critico, ma è anche uno dei presupposti per l’autosostentamento delle aree, ad esempio perché favorisce l’avvio di dinamiche di ripopolamento, lo svecchiamento dell’età media e svincola i sistemi socio-economici locali dalla mera dipendenza dal comparto agricolo.

Alcuni degli ostacoli e delle difficoltà tipiche che in passato rendevano difficile la vita in aree rurali sono oggi superati o mitigati dall’evoluzione tecnologica e dalle modificazioni generali delle abitudini delle persone.

La vita nelle campagne ha sempre presentato diversi vantaggi ed elementi di attrattività, controbilanciati da indubbie difficoltà ambientali dalla distanza reale e culturale rispetto alle aree urbane. Oggi, tuttavia, grazie alla rivoluzione digitale e al miglioramento delle infrastrutture il divario tra aree urbane e rurali è più ridotto che mai, in termini di accesso a servizi, tendenze e notizie.

Servizi di base importanti sono ora disponibili anche nelle aree rurali e un accesso rapido a servizi avanzati come gli ospedali è garantito quasi ovunque. Per questi motivi, uniti all’incremento del costo della vita e alla diminuzione dell’offerta lavorativa tipici delle aree urbane, è sempre più nutrito il numero di persone, anche originarie delle città o che vi si erano trasferiti in precedenza, che iniziano a ritenere l’avvio di un’attività in area rurale una soluzione praticabile e concreta, fosse anche solo una piccola fattoria biologica culturale o un bed and breakfast in campagna.

Tuttavia, indipendentemente dalle migliorate condizioni di contesto, per avviare progetti simili vi sono comunque diverse criticità che devono essere risolte, legate a conoscenze specifiche e alla sostenibilità dei progetti da avviare.

  1. Criticità legate alla conoscenza.

Per gestire e sviluppare un’attività in area rurale, di qualsiasi natura, sono necessarie molte conoscenze e molte competenze, ma dovrebbero anche essere ben noti molti aspetti concreti della vita quotidiana, che può differire dalle attese o dalla vita in area urbana. Dunque, a seconda dell’attività da intraprendere è innanzitutto necessaria una formazione di base su molti argomenti, che vanno da una panoramica generale su regole, leggi e regolamenti riguardanti le zone agricole, alla giusta scelta delle colture per piantare, ai metodi di agricoltura biologica, alla pianificazione di eventi culturali, alla realizzazione di una campagna di comunicazione, a molti altri.

Tuttavia, in aggiunta a questo, le persone che non hanno mai vissuto la vita rurale dovrebbero meglio provare in anticipo cosa significa, in termini di vantaggi pratici e svantaggi, per toccare con mano e scoprire se è la scelta giusta per loro prima di effettuare un investimento importante e a lungo termine.

  1. Criticità legate alla sostenibilità dei progetti.

Indipendentemente dalla qualità dei progetti e dalle abilità individuali, avviare un’attività in un’area isolata, sconosciuta e talvolta depressa pone difficoltà evidenti in termini di accesso alla clientela.

Ovviamente singoli imprenditori particolarmente capaci in termini comunicativi, o specifiche situazioni fortunate, possono essere elementi decisivi per la crescita di singoli progetti, ma se si vuole immaginare le aree rurali come un terreno fertile per attività varie, sviluppate da imprenditori dotati di risorse comunicative standard, è necessario ipotizzare un modello di sviluppo integrato, che ponga le persone in condizione di poter sviluppare la propria attività con relativa tranquillità.

In quest’ottica, un modello di sostenibilità integrato di un’area rurale si può immaginare basato essenzialmente su due pilastri: prodotti (principalmente verdure, semi o prodotti alimentari di origine vegetale o animale) e servizi (eventi culturali, festival, turismo del benessere e turismo culturale) e risulta chiaro che sia i prodotti che i servizi non possono essere intesi solo per un consumo locale, in quanto non ci sarebbe una richiesta sufficiente.

La sostenibilità può essere raggiunta solo se si guarda anche a mercati più ampi e più ricchi, che tipicamente si trovano nelle aree urbane.

STRUTTURE A SUPPORTO: URBAN ENTITY E RURAL ENTITY

La disponibilità di spazi vuoti (campi, case, fattorie abbandonate) nelle aree rurali non ha alcun valore, di per sé. Queste “scatole vuote” hanno un valore solo se e quando possono attirare persone che stabiliscono la loro vita professionale intorno a loro. E questo è possibile solo se questi luoghi diventano beni per quelle persone. Ciò che trasforma una scatola vuota in un asset è:

  1. l’opportunità di realizzarvi un prodotto o un servizio al di fuori di esso
  2. la ragionevole certezza che quel prodotto o servizio sarà acquistato.

In altre parole, per rendere appetibile un’area è necessario un mercato. 
Se esiste un mercato di prodotti e servizi provenienti dalle zone rurali, queste aree diventano attraenti per le persone.

Per generare un mercato, si ipotizzano due entità collegate, che realizzano la cerniera cardine tra aree rurali e aree urbane.


Il primo elemento chiave del sistema è un’entità urbana, un soggetto che potrebbe essere un’associazione, un’azienda, una fondazione e che chiameremo genericamente URBAN ENTITY.

La Urban Entity ha lo scopo di:

  • Promuovere l’idea delle fattorie biologiche culturali e delle aree del benessere
  • Facilitare le persone che vogliono avviare una Fattoria Biologica Culturale o una struttura di altro tipo in una Area Rurale
  • Sostenere le persone che vogliono diventare imprenditori rurali fornendo mentoring e trasferimento di conoscenze
  • Contribuire alla sostenibilità dei distretti di agricoltura biologica e benessere concedendo loro l’accesso ai mercati premium a condizioni favorevoli

Per affrontare questi obiettivi, l’entità urbana opera in molti modi:

A) Pubblica documenti e pubblicazioni e organizza eventi culturali e scientifici incentrati sull’idea di agricoltura biologica e arte rurale.

B) Organizza un programma di formazione e trasferimento di conoscenza basato su diversi strumenti.

C) Definisce accordi commerciali con negozi, distributori, mercati, siti web che concedono condizioni speciali per le fattorie biologiche culturali

D) Supporta l’agricoltura biologica e il benessere.


Il secondo elemento chiave è un’entita attiva nell’area rurale, che di nuovo può essere pubblica o privata, profit o non profit e che chiameremo RURAL ENTITY.

La Rural Entity ha lo scopo di:

  • Aiutare le aziende agricole ad adottare pratiche agricole innovative
  • Fornire servizi per l’ecoturismo, favorendo l’insediamento di attività che vanno dall’escursionismo all’ebiking al centro benessere / massaggi / resort
  • Sostenere lo sforzo commerciale delle imprese dell’Area Rurale, come riferimento locale per l’ENTITÀ URBANA e in costante coordinamento con essa.
  • Essere l’host locale per corsi di formazione e master in agricoltura biologica
  • Sostenere i nuovi imprenditori che vogliono iniziare le loro attività legate all’agricoltura o al benessere attraverso supporto tecnico e commerciale

Per conseguire questi risultati la Rural Entity:

  1. adotta pratiche e metodi propri dell’Economia di Comunità, favorendo quelle pratiche basate sul mutuo aiuto e sullo scambio tra imprenditori locali
  2. riunisce gli imprenditori locali sotto un unico soggetto che li rende più forti e riconoscibili
  3. organizza eventi e iniziative a supporto