Riva Degli Unni

Vocazione millenaria all’accoglienza

La corte si trova in provincia di Mantova nel comune di Roncoferraro, a 9km dall’autostrada del Brennero.
Il contesto è prettamente rurale, all’interno del Parco del Mincio (area naturale regionale protetta). Ma a soli 2km dall’abitato di Governolo, un paese ricco di storia documentato fin dall’antichità come accesso fluviale alla città di Mantova. Già nodo strategico, idraulico, commerciale e militare, Governolo e il suo territorio e i suoi corsi d’acqua puntano oggi a un rilancio in chiave turistica. Intercettando e stimolando l’interesse di un nuovo turista, lento e attento, con l’offerta di esperienze autentiche a contatto e in equilibrio con la natura.


Eo loco Mincius fluvius in Padus influit
La corte dista poche decine di metri dalla foce del fiume Mincio. La confluenza più importante d’Italia gode di crescente notorietà tra gli appassionati di carpfishing e grazie all’avvistamento ricorrente di pesci siluro, giganti che possono raggiungere i due metri di lunghezza ed i 10 kg di peso. Le sponde del vicino canale artificiale Mantova-Adriatico ospitano competizioni nazionali ed internazionali di pesca sportiva. L’attracco delle motonavi turistiche che collegano il Po ai laghi di Mantova è a 2km. L’argine prospiciente la corte, generalmente caratterizzato da bassa intensità di traffico e precluso alle auto in primavera-estate e nei giorni festivi, è percorso da numerosi cicloturisti, per lo più stranieri, trovandosi in prossimità dell’incrocio tra i percorsi ciclabili europei Eurovelo 7 (Ciclovia del Sole) ed Eurovelo 8 (Cadice-Atene).

Per conoscere l’esatta ubicazione della corte si può digitare Rivadegliunni su Google Maps

il loghino

Il “loghino”
Lo stile dell’edificio principale rientra nell’architettura delle coloniche tipiche della zona, dette “loghino”: struttura cubica, tre piani di circa 200mq ciascuno, atrio centrale a volta con porte in linea e stanze poste ai 4 angoli. Con un’eccezione di pregio: l’impiego del mattone faccia a vista. Una rarità grazie alla quale è censito dalla Pro Loco comunale tra le dimore storiche del territorio.

Il piano terra conta un tinello, una cucina, due camere da letto di grandi dimensioni, una terza camera di dimensioni contenute, oltre a un bagno. Il secondo piano, oltre al corridoio-salone, ospita 4 camere da letto di grandi dimensioni e una camera più piccola, oltre a un bagno. Il terzo piano è allo stato grezzo ed è essenzialmente un granaio con travi a vista e pavimento in cotto antico. Al piano terra sono presenti due stufe a legna, una delle quali utilizzabile anche come piano cottura.

Per quanto riguarda gli annessi, troviamo una casetta di 200mq non agibile e una serie di altri edifici: una successione di 3 locali che contano taverna con camino, pollaio e rimessa. Un piccolo garage. Un ultimo edificio molto alto chiamato “barchessa”, ovvero una struttura rurale tradizionalmente adibita a ricovero degli attrezzi agricoli, bisognosa di alcuni interventi.

La storia della proprietà e la proposta
Ricerche recenti fanno risalire la corte alla fine dell’800. L’Archivio di Stato di Brescia documenta infatti che già nel 1889 la corte apparteneva al Conte Gaetano Bonoris (banchiere e deputato del Regno d’Italia). La famiglia dell’attuale proprietario l’ha acquistata nel 1951, l’anno della maggior piena del Po della storia recente: appena entrati accolsero gli sfollati dalle golene alluvionate del Po. Poi, per quasi ventanni, ospitarono i mezzadri che si occupavano della coltivazione dei terreni e dell’allevamento del bestiame. L’attività agricola fu gradualmente dismessa a partire dal 1975, quando il demanio espropriò parte dei terreni e demolì la stalla per costruire una conca di navigazione che collegò il Mincio, nei pressi della sua foce, al canale artificiale Mantova-Adriatico. Ma la tradizione dell’accoglienza proseguì: i mezzadri lasciarono posto alle famiglie degli operai del cantiere idraulico. Nel 2000 è venuta a mancare la nonna dell’attuale proprietario, ma la corte ha continuato ad ospitare occasionali ritrovi di parenti e amici. Nel 2008 il nipote ed attuale proprietario fu attratto a Governolo dall’apertura dell’Ecomuseo del Fiume Conca del Bertazzolo (un manufatto idraulico del 1609), di cui divenne operatore didattico, stabilendosi nella proprietà di famiglia. Successivamente ha consolidato l’impegno nello studio e nella promozione del territorio lavorando come speaker/marinaio sulle motonavi turistiche che operano tra i laghi di Mantova e il fiume Po. Oggi ha 43 anni e si occupa di marketing digitale, vive solo e adora viaggiare. Manterrebbe l’uso esclusivo di una stanza e si rivolge a chi fosse genuinamente interessato a stabilirsi a Riva degli Unni per perpetuare la vocazione all’ospitalità della corte in chiave turistica, facendosi carico della manutenzione degli edifici e del giardino.

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