Bosco Post Industriale

Bosco Post Industriale

Il Bosco Post Industriale è un intervento di riqualificazione dell’area che sorge sulla riva sinistra del Lago Inferiore di Mantova, compresa tra l’ex raffineria IES e la zona di Campo Canoa.

L’area attualmente consiste in un terreno privato di 13 ettari, che attraverso la creazione del Bosco viene aperta e resa liberamente accessibile, finalizzandola ad un utilizzo pubblico.

Il Bosco Post Industriale sta sorgendo sulla base di alcuni elementi progettuali che si intersecano:

  • Interventi di piantumazione progressivi e condivisi e sostenuti dalla cittadinanza
  • Percorsi didattici e divulgativi sovrapposti ai momenti delle piantumazioni o realizzati in altre occasioni
  • Partecipazione attiva dei fruitori del Bosco nel disegno, piantumazione, cura e utilizzo del Bosco
  • Duplice vocazione del Bosco sia come occasione per fare sport che per socializzare all’aria aperta.
logotipo by Francesco Testi

IL futuro del Bosco Post Industriale

L’immagine futura del Bosco Post Industriale è una zona boschiva aperta ed accessibile alla cittadinanza, facile da raggiungere e da fruire.

Un’area da esplorare a piedi o in bicicletta, dove siano possibili attività ricreative sostenibili all’area aperta, quali ad esempio il ciclocross o altre discipline sportive.

Un progetto collettivo

Il Bosco Post Industriale è un progetto aperto che vuole coinvolgere chiunque abbia voglia di prendere parte attiva ai cambiamenti e mettersi in gioco. Il Bosco è un progetto di tanti, più precisamente di tutti quelli che ci credono, vogliono farne parte e contribuire alla sua realizzazione.

Chiunque può fare suo il Bosco Post Industriale ed essere parte integrante della sua crescita, prendersene cura ed arricchirlo di iniziative e occasioni per ricordarci che siamo noi stessi parte della natura.

I partner

I partner coinvolti in questo progetto sono innanzitutto la Società Agricola Il Platano, proprietaria del terreno; Osun WES società che si occupa di ricerca ed economia sistemica, Associazione R84, che gestisce il progetto R84 Multifactory, il Centro Studi sull’Economia Sistemica che ragiona sul Bosco come occasione per il protagonismo giovanile e Marco Masotto, architetto mantovano che ha a cuore la riva sinistra sin dai tempi dell’Università, ha ideato il progetto e ne segue il lato tecnico.

A questi partner si aggiunge lo sponsor Studio Dentistico S.Antonio s.r.l. e tutte le persone che hanno contribuito adottando una piantina: , Ass.ne Culturale Iuvenis Danza, Cinema del carbone, BBF e Studio Meraki, i partecipanti a Natural LivingR84, Associazione Anticittà odv, Woodstock, Carrozzeria Orfeo, Viandanza, Coop Sociale Mater Tagesmutter, Broccante, Lunetta festival, Lucia Salemi, Mattia Solimano, Matteo Gavioli, Andrea Poltronieri, Simona Gavioli, Felix Tymcik, Giulia Berni, Silvia Giacomelli, Simone Foscarini, Marco Bormetti, Nicolò Tovaglieri, Michele Baraldi, Andrea Bissoli-Rubini, Marisa Taffelli, Sara Codeluppi, Simone Zambreri, Marusca Cabello, Marco Paipi, Sonia Tabai, Cristiana Giordano, Francesca Tellini, Elena Bassi, Cecilia Tosato, Marisa Tamassia, Jenny Favari, Stefano Frignani, Paolo Zani, Anna Volpi, Veronia Castellani, Rossella Carturani, Ilaria Azzolini, Alessandro Marchini, Luca Marazzini, Andrea Fiozzi, Alessandro Vezzani, Caterina Salvo, Giovanni Varelli, Flora Rabitti, Paolo Frigeri, Francesco Strippovano, Marta Lonardi, Marco Iemmi, Franco Furlotti, Carlotta Pieretti, Chiara Mambrini, Susanna Galimberti e molti altri che preferiscono rimanere anonimi.

Il valore del percorso collettivo secondo la visione dei partner

Il Bosco Post Industriale si basa su un modello orizzontale in cui le figure sul territorio, dal singolo cittadino ad altre realtà di vario tipo e dimensione, danno vita ad idee per loro importanti e lavorano fianco a fianco nel quotidiano per vederle realizzate. Per questo è fondamentale che chiunque senta di voler dare un contribuito alla crescita del Bosco lo faccia, non importa in che modo.

L’importanza del Bosco Post Industriale risiede, in pari misura, sia nel fatto di avere un Bosco aperto e fruibile, sia nel fatto che il suo sviluppo esprime lo sforzo di una collettività, eterogenea ma unita da un obiettivo comune.

È un valore condiviso

Per questa ragione il Bosco Post Industriale è più di un progetto di riqualificazione, ma un vero e proprio valore condiviso. Già dal modo in cui nasce possiamo vedere il valore che acquista questo luogo poiché sin dall’inizio è la rappresentazione di una voce comune, della volontà di tante persone e realtà che credono nell’importanza di questo luogo e vogliono realizzarlo insieme.

Visione orizzontale

Proprio come nel Bosco Post Industriale tutte le piante crescono orizzontalmente dallo stesso livello nel terreno, nello stesso modo si articola la visione della progettualità del Bosco.

Chiunque voglia esserne parte esprimendo un’idea, un’esigenza, o la volontà un contribuire in qualsiasi modo deve solo farlo addentrandosi nel progetto del Bosco e diventandone così un altro elemento. Prendiamo spunto dalla natura: le foreste sono composte da singoli alberi, ma l’insieme rappresenta qualcosa di diverso dalla somma delle singole piante e hanno uguale importanza sia le piante ad alto fusto, sia gli arbusti del sottobosco.

Potere trasformativo dell’iniziativa privata

L’emergenza climatica, così come l’emergenza sociale, non possono essere considerati problemi “del pubblico”. Troppo grandi le sfide, troppo rapidi i tempi dei cambiamenti in atto.

Ciascuno deve fare la propria parte, ciascuno di noi deve agire. Agire, sì, però bene.

Agire bene nella nostra visione significa realizzare opere che abbiano un contenuto di bene comune, che siano ad alta partecipazione, che rispondano ai bisogni reali di tanti e che siano condivise e coordinate con le autorità preposte alla tutela del territorio.

Visione dell’iniziativa privata con una funzione di pubblica utilità

Crediamo che i privati, riuniti in progetti coordinati, possano incidere radicalmente sulla società e sul territorio. L’iniziativa privata può rendere migliore il mondo del quale facciamo parte, perché la “cosa pubblica” altro non è che “la cosa di tutti noi” e se ciascuno mette piccole o grandi risorse al servizio di tutti, il risultato può essere straordinario.

Il Bosco Post Industriale è un’iniziativa privata, su un terreno privato, che però realizza un luogo a beneficio della collettività. Renderlo sostenibile è una sfida che può essere vinta solamente partendo dal concetto stesso di collettività e di bene comune, superando sempre più, quando possibile, le obsolete dinamiche oppositive tra pubblico e privato.

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22 Febbraio 2020 #vistedalbosco

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Necessità di operare azioni immediate e concrete per fronteggiare l’emergenza climatica

Siamo tutti a conoscenza di quanto sia attualmente drammatica la situazione climatica in cui ci troviamo, e quanto in fretta essa si aggravi sempre di più e del fatto che ci troviamo di fronte, ora più che mai, alla necessità di operare con azioni non solo immediate ma anche concrete, ed a lungo termine. Il Bosco Post Industriale è un intervento immediato e concreto che si sviluppa però su un lungo periodo e con varie fasi collaterali; tramite interventi divulgativi, momenti didattici ed altre iniziative al suo interno, vuole essere un luogo dove sensibilizzarsi e creare consapevolezza vivendo la natura personalmente restituendo la decisionalità a chi più di tutti dovrà affrontare le incognite del domani: i giovani e i giovanissimi.

Utilità di coinvolgere partner e finanziatori

Ecco perché è indispensabile, per il Bosco Post Industriale, che vi sia una rete sempre più ampia di partner e finanziatori. Ovviamente è fondamentale per renderlo sostenibile, ma prima ancora perché il Bosco ha senso solo se è un’impresa realmente collettiva, realmente condivisa, realmente partecipata.

Come divenare Partner del Bosco

Se siete un’azienda o un’organizzazione per aiutare il Bosco Post Industriale a crescere, vi proponiamo di divenire partner sostenendo la piantumazione e cura di una parte di Bosco ampia, ben riconoscibile e nella quale sarà segnalato il nome del donatore.

In qualità di partner verrete citati in tutte le comunicazioni ufficiali del Bosco Post Industriale, potrete citare il Bosco nelle vostre comunicazioni e potrete ovviamente realizzare liberamente ogni tipo di attività ed iniziativa dentro al bosco.

Intervista a Marta Cagioni (Azienda Agricola Il Platano) – responsabile operativa del Bosco Post Industriale